Se il cane del vicino fa pipì e cacca sulle mie piante

Se il cane del vicino fa pipì e cacca sulle mie piante

Come scoraggiare il cane del vicino a fare gli escrementi sulle piante e sugli alberi intorno casa? Anche con la recinzione il proprietario dell’animale è sempre responsabile.

Quando si parla di responsabilità del padrone di un cane per i danni da quest’ultimo provocati a terzi si pensa sempre ai morsi, alle aggressioni e ai possibili pericoli per i passanti che un animale ribelle può procurare. Ma non è l’unica ipotesi. Molto più frequenti sono i casi in cui il cane del vicino fa pipì e cacca sulle piante, sulle siepi e sui fiori di proprietà altrui. Fiori e arbusti vengono a volte letteralmente “bruciati” dagli escrementi dell’animale che, giustamente, per via di un istinto innato, è portato a segnare il territorio, urinando e defecando sempre sugli stessi posti. Cosa prevede la legge in questo caso?

Di certo, non si può impedire a un cane o a un gatto di fare i propri bisogni per terra, ma quantomeno bisogna pulire ed evitare che ciò possa causare danni alla proprietà privata. La sintesi della tutela giudiziaria contro gli escrementi del cane del vicino è scritta nel codice civile [1] in base al quale il proprietario dell’animale o chiunque ne abbia la custodia momentanea (ad esempio il dog sitter) risponde dei danni causati dal quadrupede. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo Se cani e gatti fanno pipì e bisogni sull’orto del vicino.

La legge attribuisce al padrone del cane quella che si definisce «responsabilità oggettiva»: egli cioè risponde dei danni provocati dall’animale (anche se si tratta della pipì e della cacca sulle piante del vicino) a prescindere dal fatto che di ciò non abbia alcuna colpa. Quindi anche l’assenza di una recinzione attorno alle piante non può essere una valida giustificazione per esimersi dall’obbligo di risarcimento. Esenzione che scatta solo se il proprietario del cane riesce a dimostrare il cosiddetto «caso fortuito» ossia un evento imprevedibile e inevitabile (cosa che non è affatto semplice dimostrare). Leggi anche Chi paga i danni causati da un animale?

Che fare, allora, se il cane del vicino fa pipì e cacca sulle tue piante?

Puoi inviargli una diffida con raccomandata a.r. Se questi non pone rimedio al problema o non risponde alla lettera, puoi agire in tribunale con un ricorso d’urgenza (cosiddetto ricorso all’articolo 700 del codice di procedura civile), con un avvocato, per ottenere un ordine di interdizione. Il giudice, in pratica, ordina al titolare dell’animale di tenere il quadrupede lontano dalla proprietà altrui e, in particolare, da fiori e piantine circostanti. Su richiesta del ricorrente, il magistrato può anche prevedere una sanzione pecuniaria per ogni giorno in cui non verrà rispettato il suddetto obbligo di tenere lontano il cane: una sorta di sanzione preventiva che quantifica in anticipo il danno prodotto a terzi.

Puoi anche agire con un’azione giudiziaria per il risarcimento se hai subito danni ingenti.

Si tratta comunque di azioni di carattere civile: quindi non puoi rivolgerti a carabinieri o altre autorità di pubblica sicurezza. Se però gli escrementi possono costituire un pericolo per la salute pubblica puoi denunciare l’accaduto all’Asl.

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