Parcheggio abusivo nel cortile di condominio: che fare?

Parcheggio abusivo nel cortile di condominio: che fare?

Il condominio non può prevedere la rimozione forzata dell’auto, ma è possibile chiedere il risarcimento del danno ed, eventualmente, sporgere querela per chi blocca l’uscita o l’entrata dal parcheggio.

posti auto non sono mai sufficienti: non solo perché i palazzi vengono spesso realizzati senza sufficienti aree destinate al parcheggio, ma anche perché ogni famiglia ha quasi sempre più di una macchina. La legge stabilisce che se il cortile condominiale è insufficiente a garantire un posto a testa, l’assemblea deve deliberare dei criteri rotatori in modo da consentire ai condomini, a turno, di utilizzare l’area comune. Non può insomma valere la regola del «chi prima arriva meglio alloggia» [1]. Allo stesso modo, il parcheggio della seconda auto da parte di uno dei condomini è abusivo quando lo spazio non permette a tutti di fare altrettanto. Ma che fare in caso di parcheggio abusivo nel cortile del condominio? Quali sono i rimedi per obbligare i condomini e gli eventuali loro ospiti o ancora i clienti dei negozi circostanti a rispettare gli spazi comuni? Alcuni chiarimenti arrivano dalla Cassazione.

La prima cosa da sapere in caso di parcheggio abusivo nel cortile del condominio è che non è possibile chiamare il «carro attrezzi» il quale interviene solo nelle strade e nelle altre aree pubbliche destinate alla circolazione. Dunque, essendo il parcheggio condominiale un’area privata – anche se spesso aperta al pubblico – non è possibile chiamare la polizia per far rimuovere l’auto che occupa il posto di un altro condomino o che impedisce il passaggio.

Ci si è chiesto, allora, se il regolamento di condominio possa prevedere una sanzione per chi parcheggia abusivamente in cortile mediante la rimozione del veicolo con addebito dei costi. La Cassazione ha dato risposta negativa [2]. Se anche è vero che l’amministratore può stabilire delle sanzioni nei confronti dei condomini che violano il regolamento di condominio tali sanzioni possono avere solo natura pecuniaria e non possono mai essere superiori a 200 euro (800 euro in caso di recidiva). Di tanto abbiamo riferito nell’approfondimento dedicato alle Sanzioni di condominio. Quindi ben venga la multa per chi è responsabile del parcheggio abusivo, ma non anche la sanzione della rimozione forzata dell’auto.

Nella medesima pronuncia la Suprema Corte ha anche chiarito che è illegittima la divisione del parcheggio tra i condomini secondo millesimi: ciascuno ha pari diritto all’uso della cosa comune.

In caso di parcheggio abusivo che impedisce l’accesso o l’uscita dal proprio posto auto si può procedere a una querela. La giurisprudenza ha più volte detto che occupare un parcheggio riservato è reato. Chi ostruisce il passaggio a un’auto, parcheggiando la propria in modo incivile tanto da non lasciarla passare, fa scattare il reato di violenza privata (leggi: Parcheggio incivile: chi blocca il transito commette reato[3].

Resta ferma la possibilità di chiedere il risarcimento del danno nei confronti di chi parcheggia in zona al di fuori degli spazi previsti ed in modo da costituire potenziale intralcio e/o pericolo [4].

note

[1] Cass. sent. n. 11034/2016: «L’assegnazione, in via esclusiva e per un tempo indefinito (al di fuori, dunque, da ogni logica di turnazione), di posti macchina all’interno di un’area condominale sia illegittima, in quanto determina una limitazione dell’uso e del godimento che gli altri condomini hanno diritto di esercitare sul bene comune (cfr. sul punto Cass. 22 gennaio 2004, n. 1004, che ha ritenuto affetta da nullità l’assegnazione nominativa ai singoli condomini di posti fissi, ubicati nel cortile comune, per il parcheggio della seconda autovettura: in detta pronuncia si è valorizzato il fatto per cui una tale delibera sottraeva l’utilizzazione del bene comune a coloro che non possedevano la seconda autovettura)».

[2] Cass. n. 820/14 del 16.01.2014: Alla luce dell’art. 70 disp. att. cod. civ., il regolamento condominiale non può prevedere sanzioni diverse da quelle pecuniarie, ovvero diversamente afflittive, poiché ciò sarebbe in contrasto con i principi generali dell’ordinamento, che non conferiscono al privato, se non eccezionalmente, il diritto di autotutela. (Nella specie, applicando il principio, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva dichiarato legittima la sanzione regolamentare della rimozione delle autovetture irregolarmente parcheggiate dai condomini nell’area comune).

[3] Cass. sent. n. 7592/2011: «Configura il reato di violenza privata, previsto e punito dall’articolo 610 Cp, la condotta di chi parcheggia la propria autovettura nel cortile condominiale in modo da impedire l’uscita del veicolo altrui, a nulla rilevando, come giustificazione e/o esimente, l’asserito smarrimento delle chiavi dell’automobile, anche laddove noto alla persona offesa per il tramite di altre persone presenti nell’area di sosta dei veicoli». Cass. sent. n. 21779/2006: «La condotta materiale posta in essere da taluno dei condomini, la quale si concretizzi nel parcheggio di una autovettura dolosamente preordinato ad impedire il passaggio di un mezzo o comunque di privare una persona della propria libertà di determinazione od azione, integra un delitto di violenza privata, specie ove non sia giustificabile, a monte, con una pretesa meritevole di apprezzamento giuridico».

[4] GdP Genova, sent. n. 372/02 del 29.07.2002.

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