Infiltrazioni d’acqua in condominio: cosa fare?

Infiltrazioni d’acqua in condominio: cosa fare?

Nel caso di perdite d’acqua in un condominio occorre stabilire per prima cosa da dove provengono. Solo così si potrà capire chi è responsabile e chiedere i danni.

Un inverno particolarmente piovoso o un tubo che si rompe o un rubinetto dimenticato aperto mentre si è fuori casa: le cause delle infiltrazioni d’acqua in condominiopossono essere tante. E tante sono anche le liti tra condomini che riescono a provocare. E quel che è peggio è che non sempre è facile capire chi deve risarcire. Come muoversi allora? Che fare in caso di infiltrazioni d’acqua in condominio? Per prima cosa occorre chiamare un tecnico che ne stabilisca la causa. Poi scrivere una lettera all’inquilino danneggiante. L’avvocato? È l’ultima spiaggia: prima è sempre meglio tentare di risolvere le cose pacificamente.

Meglio chiamare un tecnico di comune accordo

Infiltrazioni d’acqua in condominio: chiamare un tecnico

Per prima cosa, occorre stabilire da cosa sono state provocate le infiltrazioni, possibilmente facendosi aiutare da un tecnico. A tal proposito, conviene fin da subito – in modo da evitare future discussioni – che il condomino danneggiato e il presunto danneggiatore lo scelgano di comune accordo. Il lavoro del tecnico è fondamentale perché permette di capire fin da subito se ad essere responsabile sia solo il proprietario dell’appartamento da cui proviene la perdita (perché, ad esempio, si è rotto il tubo del suo bagno) oppure se anche il condominio è coinvolto (perché la perdita proviene dalla terrazza o da un muro perimetrale).

Infiltrazioni in condominio: agire in fretta

Una volta che il tecnico stabilisce le cause dell’infiltrazione, a questo punto non resta che agire, e in fretta. Non solo per riparare il danno quanto prima ma anche e soprattutto per evitare la prescrizione: ricordiamo, infatti, che il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato; in pratica da quando le infiltrazioni si sono manifestate [1]. Se, invece, l’immobile è stato comprato direttamente da un costruttore, dal momento in cui il tecnico consegna la perizia di parte decorre il termine di un anno (se si tratta di gravi difetti di costruzione) o di 60 giorni (per quelli meno gravi) per contestare alla ditta il guasto in commento. Per cui occorre attivarsi entro un anno dal giorno in cui dell’invio della diffida. Se le cose vanno per le lunghe, conviene interrompere la prescrizione e far ripartire il termine da capo ma non sempre è una cosa facile: bisogna o inviare una nuova diffida di sollecito oppure (in caso di contestazione contro il costruttore) bisogna fare causa al responsabile. La prescrizione può essere interrotta all’infinito, ogni volta con una nuova diffida.

Nella lettera, vanno evitati ultimatum e toni da battaglia

Infiltrazioni in condominio: mettere tutto per iscritto

Fondamentale, quindi, è scrivere una lettera da inviare con raccomandata a/r:

  1. al proprietario del bene dal quale proviene l’infiltrazione;
  2. all’amministratore di condominio se il danno proviene da parti comuni ma anche se la provenienza è incerta o se le infiltrazioni provengono dal terrazzo o dal lastrico solare.

Da evitare, almeno in questa fase toni da battaglia: l’obiettivo è risolvere il problema, non litigare con chi l’ha causato. Se la lettera non produce alcun effetto non resta che rivolgersi a un avvocato.

 Infiltrazioni in condominio: chi paga?

Se le infiltrazioni sono causate dalla rottura di un tubo condominiale o di qualsiasi altro bene comune, responsabile per i danni che ne derivano è il condominio: a lui, quindi, toccheranno le spese per i lavori di ripristino e il risarcimento dei danni. Al contrario, se le infiltrazioni provengono da tubature di proprietà del singolo condomino è quest’ultimo a dover rispondere, a meno che non provi che tutto è successo per caso fortuito, per una fatalità.

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